MATELICA – Sabato 9 maggio, presso gli spazi della Fondazione Il Vallato, si è tenuto l’evento di lancio di “Orti di Comunità”, un progetto ambizioso di Lucia Carnevalini e Valentino Narducci, che mira a trasformare l’agricoltura in uno strumento di coesione sociale. L’iniziativa, nata per contrastare l’isolamento e favorire lo scambio intergenerazionale, ha visto la partecipazione attiva di cittadini, studenti e custodi delle tradizioni locali. Il progetto si inserisce nel quadro del programma “The Care”, cofinanziato dall’Unione Europea e promosso da ActionAid International Italia in collaborazione con la Fondazione Realizza il Cambiamento. L’evento gode inoltre del patrocinio del Comune di Matelica e del supporto della Rete Rifai e dell’Università del Camminare.

La mattinata, denominata “Semi di Sapienza”, ha visto protagonista l’Istituto Agrario “G. Vivarelli di Fabriano”. Sotto la guida dei docenti Nadia Girolamini, Emiliano Meccoli, Elisa Manni e Giuseppina Zampetti, gli studenti Barnaba Valenti e Julia Burzacca hanno condotto laboratori pratici di coltivazione di piante officinali. Un esempio virtuoso di come il sapere accademico possa uscire dalle aule per mettersi al servizio della comunità, guidando i partecipanti nella cura della terra.
La convivialità è stata il cuore pulsante della giornata, grazie al catering curato dal Salumificio Bartocci. Renato Bartocci e la sua famiglia hanno offerto una degustazione dei “Prodotti Nobili Marchigiani”, raccontando una storia imprenditoriale nata nel 2005 e profondamente legata alla qualità del territorio.


Nel pomeriggio, il focus si è spostato sui “Custodi della Memoria”. Grande emozione per la testimonianza di Sebastiano Gubinelli, 90 anni, ex dipendente Agip ai tempi di Enrico Mattei e oggi maestro dell’arte dell’intreccio. Le sue mani hanno mostrato ai presenti come nascono canestri e “frozze”, simboli di un artigianato che rischia di scomparire. Significativo anche l’intervento della Famiglia Basilissi (Tenuta La Pimpinella), che con Mario e suo figlio Marco ha rappresentato il valore del passaggio generazionale in agricoltura.
«Orti di Comunità non è solo un orto, è un ecosistema partecipativo – hanno spiegato i referenti del progetto. Vogliamo che la terra diventi il pretesto per far collaborare generazioni diverse, dove i veterani trasmettono sapienza e i giovani portano nuova energia. L’obiettivo è ricostruire quel senso di appartenenza che spesso si perde nell’isolamento dei giardini privati».


Presente all’evento l’assessore alla Cultura del Comune di Matelica, Barbara Cacciolari, che ha dichiarato: «Oggi, con l’evento dedicato agli orti di comunità, non abbiamo semplicemente inaugurato uno spazio coltivato, ma abbiamo dato valore a un’idea di comunità fondata sulla condivisione, sulla sostenibilità e sul legame autentico tra persone e territorio. Gli orti di comunità rappresentano molto più di un luogo dove coltivare prodotti della terra: sono spazi di incontro, inclusione sociale, educazione ambientale e collaborazione tra generazioni. In un tempo in cui spesso prevalgono individualismo e distanze sociali, questi progetti restituiscono centralità al senso di appartenenza e alla cura reciproca. Per la nostra città questo evento assume un significato importante anche dal punto di vista culturale e sociale. Significa promuovere stili di vita sani, valorizzare il rapporto con la natura e tramandare conoscenze e tradizioni che fanno parte della nostra identità. Gli orti diventano così luoghi vivi, capaci di creare relazioni, dialogo e partecipazione attiva. Come amministrazione ringraziamo la Fondazione Il Vallato per gli spazi concessi e crediamo fortemente in iniziative di questo tipo, perché investire nella comunità significa investire nel futuro. Ringrazio anche tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto: associazioni, volontari e cittadini che con entusiasmo hanno scelto di mettersi in gioco. Da un piccolo seme possono nascere grandi cose: oggi abbiamo piantato non solo ortaggi, ma anche un messaggio di coesione, rispetto e speranza per il nostro territorio».
L’evento si è concluso con una votazione collettiva per le ricette della tradizione locale, che verranno presto digitalizzate e condivise sui canali social del progetto per diventare patrimonio comune. Con questa giornata, Matelica pianta i primi semi di un futuro più solidale, sostenibile e connesso alle proprie radici.

