È stato presentato sabato 31 gennaio il XVI volume dei “Quaderni storici esini” presso la Fondazione “Il Vallato”. L’incontro ha mostrato ancora una volta quanto il nostro territorio sia ricco di storia, natura e memoria condivisa. Dal Monte San Vicino all’Abbazia di Roti, passando per studi, ricerche e progetti di valorizzazione, è emerso un filo conduttore che attraversa i secoli: il rapporto profondo tra l’uomo e l’ambiente, costruito sul rispetto e sulla capacità di custodire ciò che si è ricevuto. Accanto alla narrazione storica e culturale, la serata ha però portato anche una riflessione sul presente e sul futuro. L’intervento finale ha acceso l’attenzione sul progetto di installazione di pale eoliche nelle aree sommitali del territorio, un tema che preoccupa molti cittadini sia per l’impatto paesaggistico sia per le opere necessarie alla loro realizzazione, come la costruzione di nuove strade di accesso in ambienti ancora integri. Particolarmente sentita è stata la riflessione sul patrimonio naturalistico della zona di Roti, dove è presente un’importante realtà legata alle api e alla biodiversità. La tutela di questi equilibri naturali rappresenta una responsabilità collettiva, perché riguarda non solo il paesaggio ma anche la vita e la qualità ambientale del territorio. L’incontro rientra inoltre in una serie di appuntamenti promossi dall’Organizzazione di Volontariato Roti, che con impegno continua a proporre momenti di conoscenza e confronto dedicati alla storia, alla natura e al futuro di questo territorio. Il sindaco di Matelica, Denis Cingolani, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Serate come questa sono preziose perché creano dialogo, consapevolezza e senso di comunità, elementi fondamentali per continuare a proteggere e valorizzare un patrimonio che appartiene a tutti. Un sincero ringraziamento alla Fondazione “Il Vallato” di Matelica, che continua a offrire uno spazio di incontro e di approfondimento, ospitando eventi che permettono alla comunità di conoscere meglio il proprio territorio e di riflettere insieme sulle scelte che ne segneranno il futuro. Grazie anche al direttore Gianni Barchi e agli autori Maria Cristina Mosciatti e Matteo Parrini per i loro approfondimenti sul San Vicino e dintorni. Un momento importante legato alle nostre montagne, ai suoi passeggi e alle sue storie”.