È stato presentato domenica 25 gennaio nella sala Boldrini di Palazzo Ottoni 53 italianissimi. Lettere a Via Tasso, Roma 1944. Stampato lo scorso anno e curato da Alberta e Alvise Manni, lo studio ha suscitato anche l’interesse del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cui è stato fatto dono della prima copia. Nel volume sono stati raccolti documenti inediti di delazioni inviati alle SS durante l’occupazione nazista di Roma, Si tratta di 50 denunce sporte presso il comando tedesco di via Tasso 155, che condussero poi all’arresto e alla tortura di partigiani e innocenti. Una riflessione importante e più che mai necessaria sul collaborazionismo italiano e sulle delazioni “patriottiche” dopo l’8 settembre 1943, quando venne reso noto l’armistizio segreto di Cassibile. Un provvedimento storico che sanciva la fine dell’alleanza con la Germania nazista e che decretava ufficialmente l’inizio della Resistenza. Nei documenti analizzati si mettono in chiaro anche le responsabilità degli italiani, che per ideologia, per viltà o per vendetta contribuirono alle persecuzioni di partigiani e cittadini. Il curatore del libro Alvise Manni, docente del Liceo Classico di Civitanova Marche e presidente del Centro Studi Civitanovesi ha spiegato «in una capsula del tempo abbiamo trovato 53 lettere di donne e uomini che nel 1944 hanno scritto alla Polizia Germanica di via Tasso a Roma pretendendo giustizia, protezione e vendetta contro ladri, imboscati, disfattisti, traditori, bolscevichi, badogliani, preti, ebrei… i Nemici. I veri autori del libro sono loro e per questo teniamo a definirci curatori. Per altro nella busta dell’archivio erano previste 55 lettere, ma ne sono state ritrovate solo 53, qualcuno evidentemente ha fatto in modo di farne sparire un paio. Perché? ». Sua sorella Alberta, invece, ha sottolineato come «dopo più di 80 anni da Roma Città Aperta siamo ancora qui con chi si gloria di essere comunista e chi inneggia al saluto romano e nessun olio versato sulle ferite ancora sanguinanti delle fosse, delle stragi, delle foibe, delle impiccagioni, della fame, delle deportazioni, degli stupri, dei bombardamenti, delle giustizie sommarie, dei lager… Dio ci perdoni!». L’evento è stato promosso dalla sezione “Anpi 24 Marzo” in collaborazione con il Comune di Matelica e la Fondazione “Il Vallato” e fa parte di un’iniziativa più ampia con cui si vuole promuovere la riflessione sulla memoria e sulla responsabilità individuale. A questo proposito, sono previsti degli incontri anche nelle scuole di Matelica e Fabriano. Il sindaco Denis Cingolani ha dichiarato: “Con questa raccolta si è voluto evidenziare un ulteriore aspetto del periodo della Seconda Guerra Mondiale. Ci siamo proposti di portare nelle scuole la presentazione di questo interessante volume per far sì che la memoria resti sempre più viva, soprattutto nelle giovani generazioni. Grazie a quanti hanno reso possibile l’iniziativa”. Matteo Parrini in rappresentanza della Fondazione Il Vallato ha coordinato l’evento, mentre moderatore dell’incontro è stato il prof. Igino Colonnelli, che ha anche riflettuto sul valore delle delazioni in guerra a livello locale ed ha invitato i presenti a visitare il Museo della Resistenza a Braccano.