La valorizzazione del territorio richiede una pianificazione strategica integrata, che unisca la tutela del patrimonio storico-ambientale al marketing turistico. Essa necessita di programmazione a lungo termine, competenze specializzate, mobilità sostenibile e il coinvolgimento attivo delle comunità locali per promuovere un turismo esperienziale e autentico.
Per questo come Fondazione Il Vallato stiamo lavorando da cinque anni, cercando di apportare innovazione nelle nostre comunità, coordinamento nelle tante belle iniziative esistenti e di integrare le risorse per rendere più efficiente la programmazione di medio e lungo termine. Invece proprio in questi giorni abbiamo dovuto constatare con dolore e forte disappunto che nella nuova guida per itinerari della Regione Marche è stata dimenticata Matelica, la città di Enrico Mattei, la terra di un prestigioso vino, conosciuta per i tesori archeologici che qui sono stati scoperti, per il Museo Piersanti, per il Teatro progettato da Giuseppe Piermarini, per svariate chiese importanti. Come è possibile?
Ma, se non bastasse, assistiamo in questi giorni ad una manifestazione che in un paese vicino propone un abbinamento di trote e Verdicchio (seppur non si specifichi nemmeno che sia quello di Matelica effettivamente), proprio negli stessi giorni in cui a Matelica si promuove come ogni anno il vino. Un evento concorrenziale a pochi chilometri, a vantaggio di chi? Non sarebbe meglio collaborare e favorire iniziative che catalizzino il pubblico di volta in volta in determinati luoghi della nostra Sinclinale Camerte? Non ne trarremmo tutti maggiore profitto, anziché continuare a favorire le lotte campanilistiche e il provincialismo?
Come Fondazione Il Vallato continuiamo a sostenere una linea programmatica e organizzativa esattamente opposta, con un linguaggio più fresco e veloce. Per questo non possiamo neppure approvare una pubblicità del calendario estivo matelicese, che in questi giorni è uscita sulla stampa quotidiana. Anziché un messaggio conciso, immediato e visivamente incisivo, si è preferito un testo lunghissimo, di difficile comprensione, senza immagini. In quanti lo avranno letto? Proprio per evitare errori di questo genere, negli ultimi mesi abbiamo proposto ad aziende e società locali corsi di marketing gratuiti per i loro venditori e uno di empowerment per ragazzi.
Qualcosa si sta facendo, ma è troppo poco. Se non agiremo rapidamente unendo tutte le forze, le sfide che interessano tutta l’area montana ci vedranno soccombere. Sta a ognuno di noi decidere se rassegnarsi al declino e restare provinciali o scegliere il cambiamento e la strada dello sviluppo.
